D.E.S.T.IN.A.T.I.O.N. : EUROPE”
Developing Sustainable Tourism In A Travel Information Overseas Network

 

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 Sommario

 1.    Presentazione del Progetto

2.    Le scuole partecipanti

3.    Il Turismo Sostenibile

4.    Incontro di Progetto in Italia (dicembre 2005)

5.    Incontro di Progetto in Polonia (maggio 2006)

 

 

1. PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Il Progetto ha lo scopo di promuovere il Turismo Sostenibile tra i giovani.

Ogni scuola è invitata ad “adottare” una “risorsa turistica” poco nota e non ancora sfruttata. Tutti gli studenti partecipanti dovranno scoprirla insieme, studiarla e raccontarla preparando itinerari e producendo materiali nelle diverse lingue dei Paesi coinvolti nel Progetto.

 2. LE SCUOLE PARTNER

 I.I.S.S. “Sandro Pertini” – Camposampiero - Italia

 

 La nostra scuola ha assunto la denominazione di “Sandro Pertini” per ricordare un importante ex Presidente della Repubblica. Si trova a Camposampiero, una cittadina nell’Italia nord orientale, a 40 km da Venezia e 18 da Padova. 

La scuola venne aperta negli anni ’70 come succursale di un’altro Istituto tecnico ma nel 1978 divenne autonoma. Offriva due tipi di corsi: perito commerciale e programmatore.

Dal 1998 i vecchi corsi di ragioneria hanno aggiornato i curricula con gli indirizzi IGEA, Brocca, Mercurio per rispondere alle esigenze di qualificazione del territorio.

Sono stati introdotti nuovi indirizzi professionali: Moda, dal 1999, e Meccanica dal 2000. Dal 2002 ai corsi economici è stato affiancato l’indirizzo Turistico.

L’Istituto ha 750 studenti  e circa 100 insegnanti. Sono attivi corsi serali per adulti nell’indirizzo economico.

Il primo anno è obbligatorio, dopodiché gli studenti possono decidere se proseguire o lasciare gli studi. Se scelgono l’indirizzo economico/commerciale potranno ottenere il diploma alla fine del 5° anno. I corsi professionali, invece, prevedono un diploma al termine del 3° anno se, però, gli studenti desiderano proseguire gli studi all’Università debbono frequentare per altri due anni e superare l’Esame di Stato.

Alcune discipline sono comuni a tutti gli indirizzi come Italiano, Matematica, Inglese Educazione Fisica. Altre sono specifiche come Economia Aziendale, Informatica, Geografia economica, Storia del Costume.

Oltre alla normale attività didattica la scuola propone:

  • Progetti Scolastici Europei (Comenius) e scambi con studenti di altre scuole
  • Educazione alla salute
  • Informazione e consulenza psicologica
  • Orientamento al mondo del lavoro e all’Università
  • Attività di recupero per studenti in difficoltà
  • Stage in azienda
  • Partecipazione ai campionati studenteschi e viaggi d’istruzione.

Le lezioni iniziano alle 8.05 e finiscono alle 13.35 da Lunedì a Sabato. Ci sono sei lezioni al giorno con due intervalli di 10 minuti ciascuno. L’indirizzo Moda ha un orario diverso con 5 giorni di lezione alla settimana e due rientri pomeridiani. Per alcune classi di Moda sono previste lezioni al Sabato mattina tenute da esperti esterni provenienti dal mondo del lavoro.

Il Dirigente Scolastico è il prof. Enrico La Gloria, assistito da due vicepresidi.

 

Gimnazjum Nr 2 z Oddziałami Integracyjnymi im. Ignacego Łukasiewicza w Jaśle

Jaslo è una cittadina di circa 40 mila abitanti situata nella provincia di Podkarpacie, nel sud-est della Polonia, a 70 km da Rzeszow e 150 km da Cracovia. L’attuale area di Jaslo forma un triangolo irregolare di 3,365 ettari.

Il Gimnazjum Nr 2 di Jaslo fu fondato dal consiglio comunale l’11 marzo 1999 a seguito di una nuova riforma scolastica e i lavori iniziarono il 1° settembre 1999. La scuola si trovava negli edifici della scuola elementare numero 9. La preside della scuola è la signora Aleksandra Zajdel-kijowska e i suoi assistenti sono: la signora Renata Goleń, la signora Ewa Kosiek e il signor Lucjan Tomalski.

Gli studenti, che hanno dai 14 ai 16 anni, frequentano questa scuola per 3 anni. Ci sono 15 materie obbligatorie nel curricolo: polacco, storia, biologia, geografia, fisica, matematica, chimica, informatica, studi sociali, tecnologia, arte, musica, educazione fisica e due lingue straniere (inglese e tedesco). Religione è materia facoltativa.

Le lezioni hanno luogo da lunedì a venerdì e si tengono dalle 8 del mattino alle 14. In media, gli studenti hanno 6 lezioni al giorno. Ogni lezione dura 45 minuti, con 5 minuti di intervallo ognuna, oltre a 10 minuti di ricreazione e 15 minuti per la pausa pranzo.

 

 Caratteristica della scuola è l’esistenza di classi integrate, infatti, è l’unica scuola nel nostro distretto amministrativo, in cui studenti disabili possono apprendere con gli altri alunni in un’atmosfera interessante, cordiale e tollerante. Gli adolescenti disabili sono assistiti da insegnanti di sostegno ed il loro lavoro si basa su speciali programmi, preparati individualmente in accordo con le loro carenze. Oggi ci sono 6 classi integrate e 28 classi normali.

Dal 1° settembre 2005 due nuovi tipi di classe sono presenti nella nostra scuola: una è la classe linguistica, con un incremento del numero delle lezioni di inglese (5 lezioni alla settimana, 2 in più rispetto ad altre classi) ed un’altra con matematica come materia fondamentale. Queste nuove classi permettono agli studenti di sviluppare le abilità linguistiche e favorire l’interesse per la matematica. Ci sono da 20 a 30 studenti per classe. Oggi giorno 850 adolescenti frequentano l’istituto (399 ragazze e 451 ragazzi), alcuni vivono a Jaslo, mentre altri provengono dai villaggi vicini. La scuola provvede al trasporto gratuito per gli studenti pendolari. I nostri allievi provengono da varie famiglie di diversa estrazione sociale a seconda del livello di istruzione, della professione e della situazione economica dei genitori.

Finalità della scuola sono educare gli alunni ad essere cittadini della Polonia e del Mondo nonché favorire le eccellenze. I giovani vengono stimolati a crescere in un’atmosfera di tolleranza, rispetto per l’umanità e per i valori morali. La scuola dà molta importanza agli interessi degli studenti per altri Paesi, culture straniere, costumi e tradizioni, motivandoli e coinvolgendoli nei vari settori dell’istruzione. Vengono offerte molte attività extra-curricolari mirate ad estendere le loro conoscenze, migliorare le capacità, sviluppare le loro abilità; gli alunni possono far parte di numerosi club ed organizzazioni come, ad esempio: il club europeo “Eurogym”, il teatro scolastico, la radio scolastica, il club del volontariato, il coro scolastico, il club di poesia, il club dei giornalisti, il club artistico, il club turistico “Hamak”, club cinematografico, il club storico regionale, club stilistico “Falcon”, il club olimpico, associazione scout “Foxes” e diverse sezioni sportive. Oltre a queste iniziative, vengono proposte alcune lezioni extra curricolari strettamente legate alle materie scolastiche obbligatorie, che mirano all’incremento della conoscenza delle discipline stesse.

 

 

Periodicamente insegnanti ed alunni organizzano eventi a scuola e nel territorio, stimolando l’interesse degli studenti. Il nostro Ginnasio ha ottenuto alcuni riconoscimenti tra cui il titolo di “scuola di prima categoria” (firmato dal presidente polacco Aleksander Kwaśniewski, dalla fondazione Banca Kronenberg e dalla fondazione polacca della gioventù). La scuola collabora con l’istituto ungherese Eotvos Josef, allo scopo di sviluppare  diversi aspetti educativi ed integrare i giovani tramite un continuo scambio di informazioni, nonchè attraverso l’organizzazione di vacanze comuni in estate ed in inverno. I nostri studenti hanno sempre partecipato a diverse competizioni, riscuotendo successi in vari settori. I migliori risultati sono stati ottenuti nel concorso tra scuole europee “L’Europa a scuola”. “La mia patria è uno stato democratico” (finalista a livello provinciale e polacco), un seggio nel IX Parlamento per giovani e bambini. Attualmente lavorano nella scuola 95 insegnanti con diverse specializzazioni; la maggior parte è preparata a lavorare con studenti disabili; alcuni sono abilitati ad insegnare anche 2 materie, sono aperti a nuove esperienze, cercando di migliorare le loro capacità e conoscenze attraverso lezioni extra e conferenze. A differenza delle altre scuole della nostra città il nostro istituto ha sede in un  grande e moderno edificio, che è stato adattato alle esigenze degli studenti disabili ed è dotato di una scala speciale, una toilette e un guardaroba per ragazzi in sedia a rotelle; vi sono 21 aule, 12 laboratori, 3 aule con computer collegati ad Internet, una grande biblioteca, una sala lettura, 2 palestre, 2 campi da gioco, un campo da tennis, un club giovanile, una stanza pesi e una stanza di riabilitazione. La scuola offre l’assistenza di specialisti: uno psicologo, un educatore, un terapista, un dentista, un’infermiera e un insegnante di riabilitazione. Gli studenti possono usufruire alla mensa scolastica.   

Zdruežná stredná škola dopravy, obchodu a služieb

Cintorínska 4, 950 50 Nitra

Repubblica Slovacca

 La Slovacchia è un piccolo Paese nel cuore dell’Europa. La sua superficie totale è di 49.035 km² e conta 5,38 milioni di abitanti. La maggioranza della popolazione è di origine slovacca, ma vi risiedono anche ungheresi, rumeni, ucraini, cechi, polacchi, ebrei ed altre minoranze. La lingua ufficiale è lo slovacco, ma in alcune regioni ci sono vari dialetti. La capitale, Bratislava, è la città più grande dello stato (450.000 abitanti). Nitra (87.000 abitanti) si trova a sud-ovest del Paese, ad 80 km da Bratislava.

 L’anno scolastico inizia il 1° settembre e termina il 30 giugno. Durante l’anno ci sono vacanze in autunno, inverno, primavera e a Pasqua.

In Slovacchia i bambini iniziano a 6 anni la scuola dell’obbligo che dura nove anni. Alcuni alunni brillanti possono lasciarla prima, superando degli esami di ammissione. Terminato il 9° anno, devono decidere se proseguire gli studi alla scuola secondaria ( sempre dopo aver superato gli esami di ammissione) che li prepara per l’università, o alla scuola comprensiva (che dà un’istruzione professionale, ma prepara anche per gli studi universitari), o alla scuola professionale (3 - 4 anni), o all’istituto d’arte. Oggi, in Slovacchia, ci sono scuole pubbliche, private e religiose. La durata media degli studi alla scuola secondaria è di 4 anni. Alla fine del quarto anno, gli studenti devono superare gli esami finali, che consistono in prove orali, scritte e, in certi casi, anche pratiche. Se uno studente non riesce a passare gli esami al primo tentativo, gli vengono offerte una seconda opportunità a settembre ed una terza a febbraio dell’anno seguente.

L’Istituto Secondario per i Trasporti, il Commercio e i Servizi di Nitra fu fondato il 1° ottobre 2001 come risultato dell’unione della scuola secondaria per apprendisti e la scuola professionale femminile.

 È una scuola pubblica sostenuta da una commissione locale. L’edificio che ospita l’istituto è veramente storico, infatti, ha 122 anni. La sua storia iniziò nel  1883 quando fu fondata la Scuola per Apprendisti, che preparava 230 apprendisti, in vari settori, per le varie imprese della città. La Scuola per Apprendisti era una delle migliori scuole della Slovacchia Occidentale. Le prime 2 classi della scuola professionale femminile furono costituite nel 1991; le 2 scuole sono rimaste  indipendenti all’interno dello stesso edificio per 10 anni, pur avendo lo stesso preside e tre direttori. Durante la sua storia, la scuola si è conquistata una buona reputazione, favorendo l’interesse per questo genere di studi e soddisfacendo le esigenze dei datori di lavoro dei nostri ex-studenti. I maggiori problemi della scuola sono, tuttora, il numero degli studenti e delle classi rispetto a quello delle aule. L’anno scorso c’erano 1024 studenti, 41 classi e 55 insegnanti, mentre nell’istituto ci sono soltanto 23 aule (incluse 2 aule computer, due centri stampa ed un laboratorio linguistico). Tre aule su 23 sono situate in un altro edificio, separato da quello principale da un piccolo cortile. Alcuni studenti di certi indirizzi devono spostarsi dalla sede principale per svolgere le loro lezioni. La maggioranza delle lezioni inizia alle 8 del mattino, ma molto spesso anche alle 7.10 o addirittura alle 12.30 (corsi d’infrastrutture – al lunedì, martedì e mercoledì). Gli studenti frequentano per 32 o 33 ore  dal lunedì al venerdì, il che significa  6 o 7 ore al giorno. Le lezioni durano 45 minuti, gli intervalli vanno dai 5 ai 10 minuti e c’è una pausa di 20 minuti per il pranzo, ma, purtroppo, non c’è mensa scolastica. La scuola dispone di un piccolo campo da gioco e di una piccola palestra.

 “ Zdruežná stredná škola” prepara gli studenti in vari settori:

  • specializzazioni in cosmetica, gestione amministrativa ed aziendale e turismo (i corsi durano 4 anni e terminano con degli esami finali):

  • corsi triennali di formazione professionale per meccanici, elettricisti, parrucchieri, fotografi, idraulici, verniciatori, commessi.

  • corsi biennali finalizzati all’impiego nelle infrastrutture (trasporti urbani, commercio, manifatture e servizi).

Gli studenti del nostro istituto hanno preso parte ad attività e competizioni a livello regionale e nazionale. Possiamo citare, ad esempio, i concorsi per giovani meccanici, concorsi di fotografia, matematica, lingue straniere (inglese, tedesco), competizioni di atletica, calcio, pallavolo. Gli studenti hanno conseguito buoni risultati in ambito sportivo e linguistico.

Organizzare le attività extrascolastiche è molto difficile a causa dell’orario. Le attività preferite dagli alunni sono Internet, la conversazione in lingua straniera e il ”Riflemen club”.

Quando gli studenti chiedono delle lezioni aggiuntive, gli insegnanti sono sempre disponibili ad aiutarli.

 Instituto  de  Ensenanza  Secundaria  “Mayorazgo”

La città di Malaga si trova nella Spagna Meridionale, sulla costa del Mar Mediterraneo. E’ la capitale della Costa del Sol ed ha una popolazione di circa 600.000 abitanti. Il clima è mediterraneo con inverni miti ed estati calde. La brezza marina e la protezione delle montagne favoriscono una piacevole situazione climatica.

               

 El Instituto de Enseñanza Secundaria Mayorazgo si trova a  Málaga. Vi lavorano 37 docenti ed è frequentato da 370 alunni di età compresa tre i 12 e i 20 anni. Sono presenti corsi di Istruzione Secondaria Obbligatoria, Baccellierato (Scienze sociali, Scienze Umanistiche, Scienze della salute) e diversi indirizzi di Formazione Professionale: Educazione infantile, Segreteria e Gestione Amministrativa

L’Istituto dispone di un Dipartimento per l’Orientamento e di insegnanti specializzati per l’insegnamento ad alunni diversamente abili.

Le lezioni vanno da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 14.30. Ogni giorno vi sono sei lezioni con un intervallo di 30 minuti a mezzogiorno. Complessivamente gli alunni fanno 30 ore alla settimana. Tra le materie curricolari sono compresi l’inglese ed il francese.

Alla sera l’Istituto offre un’ampia gamma di attività extrascolastiche destinate non solo agli studenti , ma anche ai genitori ed alle famiglie del quartiere: Informatica, Italiano, Danza, Capoeira, Tai Chi, Ginnastica, Pittura, ecc.

L’Istituto dispone di Palestra, Biblioteca, Aula di informatica, laboratori di Scienze, Fisica e Chimica, Educazione Infantile e Gestione Amministrativa.  

Anche se la scuola si trova in un quartiere di livello socio economico medio alto gli alunni hanno provenienze diverse; molti dei nostri studenti provengono da altri quartieri di Malaga e dalla provincia. Vi sono inoltre studenti provenienti da Irlanda, Regno Unito, Italia, Francia, Polonia, Ucraina, Repubblica Ceca, Cuba, Ecuador, Argentina, Marocco, Cina.

 Sono state fatte alcune esperienze di Progetti europei: un Progetto Scolastico (con Italia e Francia) ed un progetto linguistico (con l’ Italia). Inoltre alcuni studenti del corso di Formazione Professionale hanno trascorso periodi di tirocinio in Paesi dell’Unione Europea (Italia, Regno Unito)

 Attualmente è in corso un progetto di “Scuola di Pace” che ha l’obiettivo di promuovere valori come la solidarietà, il rispetto, la tolleranza, l’eguaglianza tra i sessi, il rispetto dell’ambiente, ecc.

 3. IL TURISMO SOSTENIBILE

 Che cos’è il turismo sostenibile? Quali caratteristiche presenta? Quali sono le sue prospettive di sviluppo? Queste domande trovano risposta nello Studio della Commissione Europea di cui riportiamo una sintesi.

 Studio della Commissione Europea

L’uso del patrimonio naturale e culturale per lo sviluppo

del turismo sostenibile verso destinazioni turistiche non tradizionali

Realizzato da Kerstin Sundseth Ecosystem LTD

 

CAMBIAMENTI NELLE PREFERENZE

 Tasso di crescita del turismo “alternativo” all’ 8%

Possibili ragioni dei cambiamenti di mercato:

        i viaggiatori più esperti cercano nuove destinazioni

        maggiore mobilità all’interno dell’Unione Europea (trasporti,mercato interno)

        tendenza verso viaggi più brevi e più frequenti

        popolazione più anziana ma più attiva

        maggiore attenzione per la qualità e l’ambiente

 

Mancanza di informazione

        Poche indagini di mercato coordinate e su larga scala

        Confusione terminologica (turismo verde, eco-turismo, turismo rurale)

        Mercato eterogeneo (grande diversità di attività che attraggono persone diverse per motivi diversi)

 

TIPI DI ATTIVITA’

Turismo naturalistico

Passeggiate, bicicletta

Visita alle bellezze di un luogo

Osservazione della natura

Canoa,equitazione

Caccia, pesca

Conservazione della natura

Turismo avventura

Slitte trainate da cani

Rafting in fiumi e torrenti

Orienteering

Incentive tour

Turismo educativo

Corsi di arte, musica

Ecologia

Cucina locale, pittura

Storia locale, cultura

Turismo Culturale

Festival, eventi

Vita locale

Visita alle bellezze e ai monumenti di una località

Architettura popolare

Stili di vita e attività tradizionali

 

OSPITALITA’ E CIBI

Aspettative degli eco-turisti tedeschi secondo un’indagine dell’Organizzazione mondiale del turismo

 

Il 50% ricerca piccole strutture ricettive a gestione locale

Il 41% ricerca la cucina locale con ingredienti locali

Il 41% si aspetta un’accoglienza molto ospitale

 

PROFILO DEL VISITATORE TIPO

 

Età compresa tra i 39 e 59 anni, alto livello di istruzione, grandi esperienze di viaggio, sensibile ai temi ambientali e sociali

Evita i periodi di alta stagione – 7 giorni o meno

Prenota e viaggia in modo indipendente

Nessuna preferenza particolare per una destinazione – spesso regionale

Si possono suddividere in :impegnati, interessati o occasionali

 

Ricchezze naturali e culturali dell’Europa

 

Patrimonio                                Patrimonio naturale                   Patrimonio culturale

 

Senso di appartenenza              Natura e habitat                      Tangibile

Senso del tempo                        Aree protette                          Intangibile

                                               Panorami

                                               Caratteristiche geologiche

 

 PROSPETTIVE E LIMITI DEL TURISMO

 

Benefici:

v     nuove opportunità di occupazione

v     diversificazione dell’economia locale

v     miglioramento degli standard di vita locali

v     conservazione del patrimonio locale

 

Limiti:

v     mancanza di interesse

v     mancanza di manodopera e personale qualificato

v     mancanza di strutture organizzate

v     mancanza di supporto da parte di altri settori

v     dipendenza da fattori esterni

v     potenziali conflitti sociali

v     possibili danni al patrimonio locale

  

4. IL TURISMO SOSTENIBILE

INCONTRO DI PROGETTO IN ITALIA dicembre 2005

 

La prima mattina è stata dedicata ad attività di conoscenza reciproca. Ciascuno studente è stato invitato a presentarsi ad un piccolo gruppo di compagni formato da studenti dei paesi partner, per poi essere presentato a tutti utilizzando tutte le lingue delle scuole coinvolte nel progetto.  

 

      

 

      

 

Un melting pot di colori, profumi e sapori: la conoscenza attraverso il cibo. Studenti ed insegnanti di ciascun Paese sono stati invitati a portare pietanze e bevande della loro terra, le hanno presentate e tutti hanno potuto assaggiarle nel corso di un PRANZO MULTICULTURALE.

 

  

 

CAMPOSAMPIERO

 

Camposampiero si trova a circa 20 km a nord di Padova. Attualmente il territorio  include 29 paesi. Il nome della città trae origine, probabilmente, da un luogo paludoso, in seguito bonificato e reso produttivo, nelle cui vicinanze sorgeva una piccola cappella dedicata a S. Pietro. Dall’unione delle due parole: “CAMPUS” e “SANCTI PETRI”, può essere derivato il nome del paese. Il territorio è stato abitato per molti secoli, sicuramente già in epoca romana, poiché era attraversato dalla via Aurelia, che collegava Padova ad Asolo e Belluno, ed era vicino al graticolato romano. Con il declino dell’impero romano la zona fu soggetta alle invasioni barbariche provenienti dall’Europa nord-orientale. Nel Medioevo il feudo apparteneva alla famiglia dei Camposampiero, il cui fondatore era un certo Tiso, condottiero giunto in Italia agli inizi del XI secolo. Intorno al 1085, con la costruzione del castello, il piccolo agglomerato urbano assunse l’aspetto di borgo. Oggi il castello è sede del Municipio. Successivamente Camposampiero ed i paesi limitrofi furono governati dai Carraresi sino a quando Venezia, nel 1405, assunse il controllo dell’intera regione.

 

Nel 1797 la potenza della Serenissima tramontò definitivamente per mano di Napoleone, che invase il territorio cercando di cancellare i segni della precedente dominazione. Dal 1814 la dominazione austriaca assicurò un periodo di calma e tranquillità sino al 1860. Nel 1866 il Camposampierese, come tutto il Veneto, fu annesso al Regno d’Italia


 

 

Incontro con Marcello Volpato, Sindaco di Camposampiero

  

VIAGGIO ATTRAVERSO I SECOLI

 

                                                                                              ………nella provincia di Padova

 Prendendo spunto dal tema che sta alla base del Progetto, ovvero il “Turismo Sostenibile”, il Gruppo italiano ha deciso di proporre un itinerario storico-geografico che consentisse di scoprire alcuni tesori presenti nella provincia di Padova che, normalmente, sono poco conosciuti, sia in Italia che all’estero.

 

Ovale: Camposampiero
Ovale: Colli Euganei
Ovale: San Martino della Vanezza

      

 

*          PRIMA TAPPA: i Veneti (VIII-II sec. a.C.).


Molti reperti archeologici dell’Età del Ferro sono conservati nel Museo del fiume Bacchiglione, situato all’interno del castello di S. Martino della Vaneza. Si tratta di oggetti riconducibili alla cultura dei Veneti, in particolare: situle, pugnali con fodero, fibule, ciottoloni in porfido di uso funerario con iscrizioni venetiche ed un bronzetto raffigurante un guerriero a cavallo

 

              

 

*            SECONDA TAPPA: i Romani.


 Nel Museo della Centuriazione Romana sono raccolti i reperti provenienti dal territorio a nordest della città di Padova, che conserva ancora tracce evidenti di una organizzazione agraria di epoca romana. Questa divisione del territorio in tanti quadrati uguali, chiamata centuriazione, serviva ai generali per ricompensare i propri soldati per il lavoro svolto in guerra. L’esposizione e' ospitata nel Municipio di Borgoricco, a pochi chilometri da Camposampiero, e si sviluppa in due salette in cui gli oggetti sono descritti da utili pannelli esplicativi.

  

 

Durante le operazioni di conquista, i Romani  procedevano seguendo un particolare tipo di divisione dei terreni (limitatio). Gli agrimensori (gromatici) erano coloro che avevano il compito di misurare e dividere i terreni; ciò veniva fatto con l’utilizzo della groma, uno strumento che permetteva di tracciare un preciso reticolato. Essi sceglievano l’orientamento da dare alla centuriazione e tracciavano i due assi principali: cardo maximus (nord-sud) e decumanus maximus (est-ovest).

La centuriazione consentiva un uso razionale del territorio agricolo e razionalizzava il sistema viario.

Dallo studio dei reperti si deduce che la maggior parte delle abitazioni era di tipo rurale. Tra i diversi oggetti recuperati si trovano anfore (molto importanti per la ricostruzione della storia economica dell’antichità), monete (che indicano l’esistenza in età romana di attività economiche con pagamento in denaro), una stadera (la “bilancia” che pesava modeste quantità di merce) ed attrezzi agricoli in ferro.

 

          

 

La tessitura al telaio era una della principali attività delle donne.

La ceramica romana comprendeva vasellame di uso quotidiano, definito con nomi diversi: ceramica grigia, ceramica a vernice nera, terra sigillata, ceramica a pareti sottili, ceramica comune depurata, vasellame in bronzo ed in vetro.

 

       

 *                  TERZA TAPPA: il Medioevo.


Un esempio di castello medievale che merita di essere visitato è quello di San Martino della Vaneza, che ospita il museo del fiume Bacchiglione. La parte più antica di questo complesso monumentale è costituita dalla torre, che fu innalzata nell’anno 1000 sulla sponda meridionale del fiume. Il castello era stato donato dal Comune di Padova ai Carraresi, che lo rinforzarono e presidiarono a difesa del territorio padovano. Durante il dominio dei Carraresi, la torre venne sopraelevata e fu ricostruita la recinzione in trachite sul lato sud. Durante la dominazione veneziana il castello fu adibito a porto fluviale.

                  

 

                        

 

Dal castello di San Martino della Vaneza abbiamo raggiunto i Colli Euganei dove abbiamo percorso un breve ed interessante tragitto a piedi.

                      

 

*            S. Antonio a Camposampiero

 

Il monumento più significativo di Camposampiero è legato al soggiorno di S. Antonio nel 1231 in questo luogo.

 

L’ORATORIO DEL NOCE

 

L’Oratorio del Noce è quanto rimane di un antico complesso architettonico, risalente al 1200, che comprendeva la Chiesa di S.Giovanni Battista ed il Convento dei frati francescani. Tale complesso fu distrutto verso la fine del 19° secolo.

     

Perché fu costruita la Cappella?

 

Il ciclo di affreschi che riveste l’interno della Cappella, voluto dall’ “anonimo cavaliere” ritratto nella semilunetta sopra la porta, è sicuramente un prezioso ex-voto, segno di riconoscenza verso il Santo per essere miracolosamente uscito incolume  da un incidente a cavallo.

 

Ci sono due indizi che rivelano il nome del misterioso committente: il primo è nella lunetta all’esterno, sopra la porta d’ingresso, dove si può vedere S.Girolamo a fianco della Vergine e di S.Antonio.  Girolamo, quindi, potrebbe essere il nome del committente degli affreschi.

Il secondo indizio è dato dalla “Pala di Bonifacio de Pitati”, dove, in primo piano, troviamo un uomo seduto su un prezioso tappeto orientale e uno in piedi,in abiti civili, rivolti verso S. Antonio, che sta predicando dall’alto del Noce. L’uomo in piedi potrebbe essere il committente degli affreschi (Girolamo II, vissuto nel 1550).

 

Chi dipinse gli affreschi?

 

Il ciclo di affreschi è attribuito al pittore padovano Girolamo Tessari, che dovrebbe averli realizzati attorno al 1536. Gli affreschi raffigurano i miracoli più famosi della vita di S.Antonio e sono suddivisi in 10 riquadri: 4 sulla parete a sinistra, 4 sulla parete destra e 2 semilunette sopra la porta d’ingresso.

 

LA LUNETTA ESTERNA


 

Questa immagine, che introduce gli affreschi che si trovano all’interno, rappresenta la Vergine Maria con Gesù Bambino che gioca con il giglio che S. Antonio gli sta porgendo; a sinistra, San Girolamo.

 


 

IL SERMONE DA SOPRA IL NOCE


 

Il Santo predica dalla sommità di un noce; i fedeli sono assorti nell’ascolto, alcuni affascinati, altri sul punto di addormentarsi.


 

IL SERMONE AI PESCI


 

L’affresco rappresenta il Santo a Rimini. Lui vorrebbe parlare alla folla ma nessuno è disposto a prestargli attenzione, quindi va in riva al mare ed i pesci affiorano dall’acqua per ascoltarlo.


 

 IL MIRACOLO DEL PIEDE RECISO


 

Le immagini illustrano la storia di un giovane che, dopo aver colpito sua madre con un calcio, per il rimorso si amputa un piede; S. Antonio, miracolosamente, glielo riattacca.

 


 

 IL MIRACOLO DELL’ANELLO


 

Il Santo, dopo aver indicato il posto dove pescare, fa ritrovare all’interno di un pesce un anello che era stato smarrito.


 

 IL MIRACOLO DEL CAVALIERE


 

L’affresco rappresenta un cavaliere che cade assieme al suo cavallo, il quale si rialza senza calpestarlo. Sullo sfondo si può vedere uno scorcio di Venezia.


 

IL MIRACOLO DELLA MULA


 

S. Antonio mostra un’ostia consacrata ad una mula che, nonostante non mangi da giorni, rifiuta il cibo e si inginocchia.

 


 

 IL MIRACOLO DEL RICONOSCIMENTO DEL PADRE


 

Questo è l’affresco più importante e raffigura S. Antonio al cospetto del marchese di Ferrara. Il marchese sospetta la moglie di adulterio, ma il bimbo comincia a parlare ed indica il marchese come suo padre.


 

*            QUARTA TAPPA: il Rinascimento.

 
Nel territorio padovano è presente una magnifica villa Palladiana che rientra fra i dieci monumenti che più hanno influenzato a livello mondiale gli architetti nei loro progetti: villa Cornaro a Piombino Dese. Fu costruita nel 1552-53 per ordine di Giorgio Cornaro, membro di un’importante famiglia veneziana; il progetto venne commissionato ad Andrea Palladio, che è considerato ancora oggi uno dei maggiori architetti di tutti i tempi. L’edificio ha due facciate: una a nord, che dà l’idea di “villa-palazzo” ed una a sud,  che appare invece molto più armoniosa.

         

 

Gli interni della villa sono particolarmente importanti dal punto di vista architettonico; attraverso la porta Nord si accede ad una stanza di piccole dimensioni e, proseguendo, si arriva ad un grande salone con quattro colonne e sei statue raffiguranti i membri della famiglia Cornaro. In un primo periodo le pareti rimasero spoglie, ma poi furono commissionati affreschi e stucchi per abbellirle. Villa Cornaro ha cambiato più volte proprietari, attualmente è la residenza di Carl e Sally Gable di Atlanta (USA).

    

 

MA SI POSSONO TRASCURARE
LE METE CLASSICHE???

 

Il gruppo italiano, composto da studenti che seguono un corso di Turismo, che fosse imprescindibile accompagnare gli ospiti a Padova e Venezia. Perciò oltre all’itinerario “Viaggio attraverso i secoli”, hanno organizzato una visita guidata alle due città illustrando i monumenti più significativi in inglese e francese.

 

PADOVA

 

Veneti, Romani, Bizantini e Longobardi segnarono la storia antica della città ma è soprattutto il 13° secolo che rappresenta una tappa importante con la nascita dell’Università e la presenza di S. Antonio. Nel secolo successivo inizia la dominazione della famiglia Da Carrara ed in città arrivano artisti come Giotto e Giusto de’ Menabuoi. Seguono 4 secoli di appartenenza alla Repubblica di Venezia, 50 anni di dominio austriaco ed infine nel 1866 l’annessione all’Italia.

Oggi Padova è una città terziaria, fiera del suo passato e degli splendidi monumenti che ha la fortuna di poter presentare a chi la viene a visitare.

  

LE PIAZZE DI PADOVA

 

Le piazze “dei Signori” , “delle Erbe” e “della Frutta” sono le più importanti della città; adiacenti tra loro, sono circondate da monumenti significativi.


 

Il Palazzo della Ragione era anticamente la sede del Tribunale di Padova. La facciata è ornata da arcate e al suo interno c’è la sala più ampia dell’ Europa Medioevale detta il “Salone”. Situato tra Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta, l’edificio gode di una posizione tale da essere illuminato tutto il giorno.

 

Nel 1420 un incendio distrusse tutti gli affreschi che decoravano le pareti, ma quando l’edificio fu ristrutturato, Giovanni Miretto e Stefano da Ferrara ne realizzarono altri, raffiguranti “ Allegorie e Santi” e ”Soggetti astrologici”.

LA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

 

La cappella degli Scrovegni è nota anche come la “Cappella dell’Arena” perché sorge sul sito di un anfiteatro romano. Venne costruita dal banchiere Enrico Scrovegni nel 1303 e fatta affrescare da uno dei maggiori pittori di tutti i tempi: Giotto. La facciata della cappella è semplice e l’interno consiste in una sola navata.

        

 

Gli affreschi rappresentano la storia di Maria e di Gesù, si articolano in 38 scene suddivise in 3 sequenze parallele. La cappella è stata recentemente restaurata.

 

  

 LA CHIESA DEGLI EREMITANI

 

 

Nei pressi della Cappella degli Scrovegni fu costruita, nel 1276, la chiesa degli Eremitani, Nel 1300 questa chiesa, una delle più importanti di Padova, fu decorata da grandi maestri dell’epoca. Durante la seconda guerra mondiale subì un terribile bombardamento. Il meraviglioso soffitto in legno è stato ricostruito, mentre degli affreschi della Cappella Ovetari, opera del Mantegna, si possono ammirare solo alcuni frammenti.

 

LA BASILICA DI S. ANTONIO

 

La basilica di S. Antonio è l’edificio religioso più grande di Padova. Ogni anno è meta di centinaia di migliaia di turisti e pellegrini.

L’edificio è caratterizzato da influenze romaniche, gotiche e bizantine. In origine qui sorgeva una chiesetta chiamata Santa Maria Mater Domini. Alla morte del Santo si rese necessaria la costruzione di una chiesa più grande in cui ospitare la sua tomba. I lavori iniziarono nel 1232. L’interno è imponente e contiene opere di artisti famosi, tra cui Donatello. Nella Cappella delle Reliquie vengono custoditi il mento e la lingua del Santo.

              

PALAZZO DEL BO’

 

Il Bo’ era un’antica osteria e la sua insegna era il teschio di un bue. Nel 16° secolo venne costruito l’attuale palazzo sede dell’università (la seconda più antica d’ Italia, fondata nel 1222).

La parte meglio conservata e più interessante è il cortile antico, su cui si affacciano i portici decorati con gli stemmi delle famiglie nobili dalle quali provenivano gli studenti.

Nel palazzo si trovano il primo teatro anatomico al mondo (1594) e la cattedra di Galileo Galilei, che qui insegnò matematica.

 

  

 

CAFFÈ PEDROCCHI

 

Il caffè, commissionato nel 1831 da Antonio Pedrocchi all’ architetto Jappelli, è composto da diverse stanze, ognuna con una sua connotazione particolare: una stanza verde, una rossa, una bianca ed, ancora, al primo piano, la stanza greca, romana, rinascimentale, barocca ed, infine, la sala da ballo intitolata al celebre musicista  Rossini. Il Caffé Pedrocchi è uno dei più noti caffè storici italiani ed è punto d'incontro per allievi e professori dell'università.

 

       

 

IL DUOMO E IL BATTISTERO:

 La Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, è stata progettata da diversi architetti e ricostruita più volte, combinando diversi stili. L’edificio attuale risale al 16° secolo, presenta una pianta a croce latina ed affreschi risalenti al 18° secolo. La facciata, incompiuta, fu iniziata da Girolamo Frigimelica  nel 1730.

      

 Il battistero, costruito nel 1260, presenta notevoli affreschi di Giusto de Menabuoi, che narrano l’Antico Testamento e la vita di Cristo.

 

 

PRATO DELLA VALLE

Una della più grandi piazze d’Europa

 

 

 VENEZIA

 

Chi non conosce Venezia??? Anche in un giorno di pioggia ci è sembrata bellissima!!

 

PIAZZA SAN MARCO

Piazza S. Marco è l’unica vera piazza di Venezia, centro della vita sociale dei veneziani da quasi un millennio. Qui si svolgevano alcune delle più importanti cerimonie religiose e politiche della “Serenissima” (denominazione della Repubblica di Venezia).

 

 

Anticamente divisa in due parti da un fiume, il “Rio Batario”, la piazza assunse l’attuale forma nel 12° secolo, in occasione dell’incontro tra Papa Alessandro III° e l’Imperatore Federico Barbarossa.

 

 

La piazza è incorniciata da quattro edifici estremamente simbolici:

-         la Basilica, simbolo religioso;

-         Palazzo Ducale, simbolo politico;

-         le Procuratie, simbolo della giustizia;

-         la Biblioteca Marciana che, con oltre un milioni di volumi, è una delle più importanti d’Italia ed è simbolo della ricchezza culturale della città.

Il campanile di S.Marco, costruito nel 12° secolo crollò improvvisamente il 14 giugno 1902. La ricostruzione fu completata nel 1912 ed oggi è possibile salirvi e godere una splendida vista della città. Infine, nel 14° secolo, il lato nord è stato completato con la Torre dell’Orologio.

 

I PONTI DI VENEZIA

 

PONTE DI RIALTO

Il ponte di Rialto non è solo il più famoso ma anche il più antico di Venezia. E’ stato costruito da Antonio Da Ponte nel 1592 su progetti di Palladio e Sansovino. Suddiviso in tre passaggi pedonali, su cui si affacciano ventiquattro negozi, offre una splendida vista panoramica del Canal Grande.

 

LA GONDOLA

 La gondola è una delle più famose imbarcazioni del mondo. Si trova solamente a Venezia e la sua creazione risale al 18° secolo. E’ costituita da ben 300 parti lignee; di colore nero, a volte è rifinita con decorazioni dorate. La prua è caratterizzata da un “ferro” a sei denti che richiamano i sei “sestieri” (quartieri) in cui la città è suddivisa.

I gondolieri formano una “compagnia” e si tramandano il lavoro di padre in figlio. Indossano un’uniforme caratteristica: una maglia a strisce bianche e blu, dei pantaloni neri ed un cappello di  paglia. Spesso amano allietare i passeggeri con le loro canzoni.

 

 5.INCONTRO DI PROGETTO IN POLONIA

Maggio 2006

 JASLO

Jaslo si trova a 230 metri sul livello del mare, all’intersezione di tre fiumi: Wisłoka, Jasiołka e Ropa. I primi documenti riguardanti la città risalgono al 1262 e si riferiscono al “privilegio” concesso al monastero di Koprzywnica dal Duca Bolesław il Timido. La sua esistenza fu confermata dal Duca nel documento del 1277, con cui concedeva a Jaslo  l’esenzione dai dazi e significativi privilegi giuridici. La parte più antica della città sorge lungo la riva sinistra del fiume Jasiołka; sulla collina che domina la città si innalza il monastero delle Suore della Visitazione, le cui mura di cinta sono i resti del chiostro primitivo. Sull’altare maggiore della chiesa del monastero, c’è una copia fedele del miracoloso dipinto di Nostra Signora di Ostra Brama di Vilnius. A sud della chiesa, nell’area dell’antico cimitero del monastero, vi è una piccola cappella che fu utilizzata come polveriera durante il dominio austriaco.

Nel centro della città c’è un parco con il monumento a Tadeusz Kościuszko e la tomba del Milite Ignoto. La piazza della città è circondata da edifici che furono distrutti durante la II guerra mondiale ed in seguito ricostruiti. Al centro della piazza si può ammirare la statua di San Giovanni Nepomuceno.

La più antica chiesa parrocchiale di Jaslo, la chiesa di Nostra Signora fu costruita nel 15° sec. in stile gotico ed è il principale centro religioso da oltre 600 anni. E’ situata tra splendide querce, acacie e tigli. Il campanile in mattoni, con la splendida campana “Urban”, risale al 1613. Nel 1856, nel quartiere chiamato Ulaszowice venne aperta la prima raffineria di petrolio, La “corsa al Petrolio” si estese a tutta la regione ai piedi dei Carpazi.

 

 

Nell’ultimo giorno di permanenza a Jaslo, studenti ed insegnanti sono stati ricevuti dal Sindaco Andrzej Czernecki. Il Sindaco si è detto convinto dell’importanza della conoscenza reciproca in settori come la cultura, l’insegnamento delle lingue straniere, la storia, la religione. Ha incoraggiato i giovani ad impegnarsi per sviluppare la cooperazione europea. Ha riferito, infine, del gemellaggio tra le città di Jaslo e Camposampiero.  


 

CONCERTO MULTICULTURALE

Lo scambio di conoscenze, iniziato con il pranzo multi etnico a Camposampiero, è proseguito nell’incontro di Jaslo con un concerto durante il quale gli studenti dei Paesi partner si sono esibiti in canti nella propria lingua ed in polacco, lingua della scuola ospitante.

Incontro con la Preside della Scuola polacca.

 

 

Polacchi

Spagnoli

Italiani

 

Slovacche e polacche


 

 LA POLONIA CHE NON AVETE MAI VISTO:
A SPASSO PER PODKARPACKIE

 

BOBRKA

 

Il museo dell’industria petrolifera “Ignacy Lukasiewicz” di Bóbrka è unico al mondo. Nella seconda metà del 19° secolo, in questa minuscola area di territorio Polacco, nacque l’industria petrolifera, che diede un forte impulso allo sviluppo dell’era industriale moderna. Il padre di questa industria fu, senza dubbio, il polacco Ignacy Lukasiewicz.

L’idea di un museo nacque alla fine del 19° secolo, ma la sua realizzazione ebbe inizio solo nel 1960, quando fu istituito il comitato di vigilanza del museo, in occasione del millennio dello stato polacco. Nel parco di 20 ettari è visitabile una mostra relativa alla produzione di petrolio e di gas nonché ai settori della raffineria e della distribuzione. Tra gli oggetti storici che illustrano le origini dell’industria petrolifera polacca meritano di essere citati: l’obelisco che commemora la costruzione dell’impianto petrolifero Bóbrka  avviato da I. Lukasiewicz nel 1854, due pozzi petroliferi chiamati “Franek” e “Janina”, oltre a una serie di impianti simili risalenti al periodo 1854-1880, e otto costruzioni in legno del 19° secolo. Nell’edificio eretto da Ignacy Lukasiewicz, situato al centro dell’area del museo, ci sono sette salette espositive che contengono la più grande collezione di lampade a kerosene del paese.

 

 

”LA CASCATA DEL MULINO” A IWLA


 

Questa è la più grande cascata della catena dei Bassi Beskidi. Ha 2 salti rocciosi:  uno è alto 4 metri e l'altro 2.  La cascata si è formata su una serie di faglie e, di conseguenza, oggi è visibile una sezione geologica molto interessante sia nella parete rocciosa che nella valle. Il nome "Del Mulino" si riferisce al mulino che era stato costruito in questo luogo  più di 250 anni prima e che fu distrutto durante la guerra.  Nel 2002 la cascata è stata riconosciuta come sito di importanza geologica.


 

LA CHIESA ORTODOSSA DI CHYROWA

 

Questa Chiesa Ortodossa (oggi cattolica) è una delle più interessanti

della zona. La parte più antica, il

 

presbiterio di mattoni, che risale all’inizio del diciassettesimo secolo, in origine era probabilmente una cappella. La  navata lignea, la parte riservata alle donne e la torre campanaria furono aggiunte nel 1780. L’interno contiene una bellissima iconostasi rococò del diciassettesimo secolo, che comprende un'antica icona di Madonna con Bambino. Un aneddoto interessante è stata la scoperta della campana che era stata sepolta dagli abitanti del paese nel 1939, poco prima dell'invasione tedesca.


 

PARCO ETNOGRAFICO DI SANOK

 

Questo museo all’aperto è uno dei più grandi della Polonia ed uno dei più belli d’Europa.

In questo parco etnografico di 38 ettari sono esposte in un contesto quasi naturale costruzioni storiche, sacre e non, degli antichi abitanti della regione pedemontana dei Carpazi (Bojko, Lemki, Pogorze e Dollina). Il sito per la costruzione delle abitazioni è stato scelto in base alla configurazione dell’area primitiva di Podkarpacie.

Nelle zone più  alte del museo, parzialmente coperte da alberi, ci sono le abitazioni dei montanari, mentre a valle, presso il fiume San, ci sono le case degli altri gruppi etnici. Ci sono varie costruzioni relative all’industria popolare come fucine, segherie, mulini ad acqua, mulini a vento e costruzioni sacre. Gli oggetti esposti all’interno degli edifici sono autentici e venivano usati dai diversi gruppi etnici.


 

Tutte le strutture del parco,  dalle capanne senza camino, con un foro nel tetto per il fumo, ai mulini fino alle botteghe del fabbro,  del produttore di olio, del fabbricante di botti, del tessitore, per non parlare degli edifici sacri riccamente arredati si inseriscono magnificamente nella topografia della zona,  

Oltre all’ esposizione permanente, i visitatori possono ammirare la mostra di  “icone dei Carpazi” che contiene oltre 200 delle opere più belle e preziose, provenienti da diverse Chiese Ortodosse di Podkarpacie.

        


 

PALAZZO DI LANCUT


 

Lancut fu fondata nel 1349 da re Kazimierz Wielki (il grande). Il primo signore della città fu Ottone da Pilcza. I signori successivi appartenevano alle famiglie degli Stradnicki, dei Lubomirski e dei Potocki. Sull’emblema della città è rappresentato San Michele che uccide un drago. Il castello di Lancut è una delle più belle residenze aristocratiche della Polonia. E’ noto per gli arredi interni e la collezione di carrozze. Il complesso del palazzo è circondato da un antico e pittoresco parco all’inglese ed in passato vi era uno stretto contatto tra la residenza dei nobili e la vita quotidiana della proprietà. Le costruzioni principali presentano delle parti aggiuntive ed una di loro, sulla destra, ospita una serra con un giardino botanico aperto ai visitatori.

 

  


 

CASTELLO DI KRASICZYN


 

Il castello di Krasiczyn è uno dei  più bei monumenti del patrimonio culturale polacco. E’ un meraviglioso esempio di architettura rinascimentale manierista, non solo in Polonia ma anche in Europa. Fu costruito al cavallo tra i secoli  XVI e XVII. Agli angoli del castello ci sono quattro torri rotonde – la torre di Dio, quella del Papa, la torre Reale e quella Nobile. Nel cortile del castello, che è circondato da un porticato, si possono ammirare magnifiche e rare decorazioni che rappresentano scene bibliche, medaglioni con busti di imperatori, immagini di re polacchi e scene di caccia. Il castello è circondato da uno straordinario e insolito parco, famoso per una ricca varietà di piante. Nel 1835 il castello fu acquistato  dalla famiglia Sapieha che introdusse l’uso di piantare un albero per celebrare la nascita di un figlio, una quercia per un maschio, tiglio per una bambina. Ora  questi alberi possenti e imponenti  hanno più di 150 anni e non solo rendono il luogo estremamente interessante per i visitatori, ma ricordano anche i proprietari del castello. Al centro del parco c’è un laghetto con una radura ed una passeggiata. L’immenso parco romantico ed il castello rinascimentale sono perfettamente integrati nel paesaggio delle colline circostanti.

             

 


 

BIECZ

 


 

Attraversando la catena dei Bassi Beskid,  non si può non visitare  l’affascinante città di Biecz, chiamata la “piccola Cracovia”. Grazie alla sua  pregevole architettura Biecz è considerata una delle “perle” della Polonia meridionale. La città trae il suo fascino dai numerosi edifici storici, comprese le mura difensive. In una della antiche  case è ospitato un interessante museo della farmacia con una sorprendente esposizione di strumenti e sostanze medicinali. La piazza della città, di forma rettangolare, era la principale area di mercato; al centro c’è il municipio con un’imponente torre rinascimentale, risalente al 1569, l’edificio più alto della città con  56 metri di altezza. In cima alla torre, sotto la cupola barocca, c’ è un  porticato  panoramico mentre nei  sotterranei è racchiusa la prigione medievale.

 


 

 

FABBRICHE DEL VETRO

 

Durante l’incontro in Italia avevamo visitato i famosi laboratori di Murano nella laguna di Venezia, ma anche la Polonia sud orientale può vantare un’interessante produzione vetraria. Nel corso della visita, oltre alla fabbrica di Tarnowiec, abbiamo potuto ammirare le decorazioni natalizie prodotte a Jaslo dalla ditta Dagmara.

 

    

 

CRACOVIA

 

Per un periodo di oltre 5 secoli e mezzo, dal 1040 al 1596, Cracovia fu capitale della Polonia; in seguito, quando la monarchia si trasferì a Varsavia, rimase comunque un importante centro scientifico e culturale. Fortunatamente, le vicende belliche lasciarono intatti i magnifici monumenti della città. Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, il centro storico di Cracovia (la Città Vecchia con Wawel, Kazimierz e Stradom), raccoglie i monumenti più significativi della storia polacca: circa 3 mila monumenti architettonici e musei, fondamentali per comprendere la storia artistica della Polonia.

La Città Vecchia ha mantenuto la sua pianta medievale, tranne gli antichi bastioni che sono stati trasformati in una verde cintura di bosco, sovrastata dall’imponente Barbacane, dalla porta di San Floriano e da tre torri. Il centro si dirama dal Mercato Principale, costruito nel 1257; dagli angoli della piazza partono tre strade che poi s’intersecano come in una scacchiera. È uno dei più grandi mercati dell’Europa medievale, circondato da antichi palazzi ed edifici popolari, dalla torre del municipio, che risale al 14° secolo, al centro, e da due file di banchi di vendita del 13° secolo, racchiusi nella struttura rinascimentale del Sukiennice (mercato del tessuto). Uno squillo di tromba, proveniente dalla sovrastante torre della chiesa di S. Maria, dietro la quale c’è il Mercato Piccolo, annuncia ogni giorno il mezzodì, come accadeva secoli fa, non solo a Cracovia, ma anche, attraverso la radio, all’intero paese.

 

I monumenti della Città Vecchia includono, tra l’altro, il Collegium Maius, che ospita attualmente il museo dell’Università degli Jagielloni, la cui tradizione risale al 1364.

Sulla collina di Wawel, che sovrasta la Città vecchia, il castello rinascimentale, dallo splendido cortile porticato, ospita collezioni d’arte nazionale; al suo interno si possono ammirare collezioni di armi antiche, dipinti ed arazzi olandesi della fine del 16° secolo.

Nelle cripte della vicina cattedrale gotica sono custodite le ceneri di numerosi re polacchi.

Scendendo dalla collina di Wawel si incontrano Stradom, quartiere artigianale sin dal 14° secolo, e Kazimierz un quartiere noto sia in Polonia che in Europa, centro di religione, scienza e cultura ebraiche che venne distrutto durante la seconda guerra mondiale e spopolato dall’ Olocausto. Il quartiere è attualmente sottoposto ad un’opera di accurato restauro.  

 

MINIERE DI SALE DI WIELICZKA

La storica miniera di sale di Wieliczka è l’unica al mondo dove l’estrazione, iniziata nel Medioevo, continua tuttora. Situati su nove livelli, gli scavi originali si estendono per un totale di 300 chilometri, raggiungendo una profondità di 327 metri ed illustrano tutte le fasi di sviluppo delle tecnologie di estrazione nelle varie epoche.

  

La miniera di sale di Wieliczka è stata inserita dall’UNESCO nell’elenco dei siti dichiarati Patrimonio  Mondiale dell’Umanità. La miniera ha sempre suscitato un grande interesse; già nel XIV secolo questo luogo veniva visitato da alcuni membri della corte reale. In seguito, il vasto labirinto sotterraneo di camere e passaggi, con il suo fascino  misterioso, favorì l’attività turistica. Agli inizi del XX secolo venne aggiunta un’altra attrazione: la Chiesa della Regina Kinga, dalle pareti decorate con magnifiche scene bibliche in rilievo, scolpite da scultori-minatori.

 

L’ambiente è illuminato da candelabri di cristalli di sale. Le dimensioni della chiesa sono tanto imponenti quanto la bellezza delle decorazioni: è alta 10 m, lunga 54 e larga 15. Al quinto livello, a 211 m di profondità, opera da quarant’anni un sanatorio dove vengono curate soprattutto  allergie e  malattie del sistema respiratorio.  

AUSCHWITZ Oświęcim

“Degli uomini fecero tutto questo per altri uomini” scrisse uno scrittore polacco. Il Museo Nazionale di Oświęcim – Brzezinka fu istituito nell’area dell’ex campo di sterminio hitleriano, ad eterno ricordo e monito. Il campo di concentramento di Auschwitz fu creato dai nazisti nell’aprile del 1940.

 

 

 

Al termine della Seconda Guerra Mondiale si estendeva per un’area complessiva di 40 kmq ed era il più grande campo di concentramento tedesco; a parte i prigionieri polacchi, vi furono deportate persone di 28 nazionalità in maggioranza ebrei. Si presume che le persone assassinate in questo luogo siano state 2,8 milioni. L’esposizione di oggetti che appartenevano alle vittime (cumuli di scarpe dei bambini assassinati, arti artificiali, occhiali, ecc) si trova all’interno di 10 dei 28 blocchi che erano destinati ai prigionieri. Nel cortile tra il 10° e l’11°, il famoso “blocco della morte” e c’è ancora il “muro della morte”, dove i prigionieri venivano uccisi con un colpo alla nuca.

A Brzezinka (Birkenau o Auschwitz 2) un binario ferroviario con una rampa di scarico supera il cancello di guardia principale, nel luogo dove venivano eseguite le “selezioni dei prigionieri”, lì veniva deciso da medici tedeschi se i prigionieri dovevano essere inviati direttamente alle camera a gas oppure ai lavori forzati. Alla fine del binario sorge l’immenso monumento alle Vittime di Hitler, eretto grazie all’opera del Comitato Internazionale di Oświęcim,. Questi luoghi sono talmente impressionanti da non poter essere visitati da bambini di età inferiore ai 14 anni.